Capelli

-- Posted: 21/05/2014 -- By: admin

Chi è soggetto a calvizie ha un problema di caduta dei capelli ma il vero problema sta nel fatto che i capelli vengono sostituiti al nuovo ciclo di crescita da capelli meno robusti e depigmentati che fanno apparire meno capelli in testa (vengono chiamati capelli velluls). Nelle fasi successive i capelli sono sempre meno robusti fino a rimanere calvi. L’alopecia androgenetica è caratterizzata da una caduta di capelli lenta e quasi impercettibile, soprattutto su fronte, tempie e zona superiore del capo, dovuta principalmente all’azione degli ormoni androgeni, soprattutto il testosterone (presente anche nell’organismo femminile) che è trasformato da un enzima in un’altra sostanza (il diidrotestosterone) che provoca un’eccessiva produzione di sebo che soffoca i bulbi piliferi, atrofizzandoli gradualmente e impedendo loro di produrre altri capelli. Esistono metodiche non invasive e semplici che permettono di mantenere il follicolo vitale senza l’utilizzo di farmaci. È possibile assistere ad una parziale o totale ricrescita del follicolo pilifero e quindi del capello, purchè il follicolo non sia completamente atrofizzato. In parole semplici, la calvizie non deve essere in uno stadio troppo avanzato ed il follicolo deve essere ancora in vita. Prima si interviene sul processo di decrescita del follicolo, maggiori saranno i risultati ottenuti. La soluzione più moderna contro calvizie e diradamenti si chiama PRP HT(“Platelet Rich Plasma Hair Therapy”), ed è una tecnica che, per restituire alle chiome il passato splendore, sfrutta i fattori di crescita presenti naturalmente nelle piastrine del sangue. La procedura PRP HT viene impiegata anche nei casi di alopecia areata a chiazze, una forma di calvizie dalle cause non chiare ,caratterizzata dalla caduta dei capelli a ciocche. La nuova soluzione si applica, infine, anche nei soggetti già sottoposti ad autotrapianto di bulbi del follicolo pilifero, per favorire un più veloce e maggiore attecchimento dei bulbi impiantati, stimolare la crescita di eventuali bulbi silenti, migliorando il risultato chirurgico, e favorire una più rapida guarigione della cute sottoposta a trapianto.

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